Storia/Archeologia 

Germania: scoperta archeologica che cambierà la storia dell’uomo

Germania: scoperta archeologica che cambierà la storia dell’uomo

Cari lettori, oggi vi voglio parlare di una singolare scoperta avvenuta in Germania qualche settimana fa e che ha dell’incredibile.

Faccio riferimento al ritrovamento di alcuni denti risalenti a circa 9,7 milioni di anni fa e che potrebbero riscrivere la storia dell’evoluzione dell’uomo per come l’abbiamo sempre studiata fino ad oggi.

Ma prima di analizzare il caso, poniamoci una domanda lecita: cosa ci fanno dei denti fossili così antichi in Germania?

Quello che sappiamo fino ad ora è che ritrovamenti fossili risalenti a periodi successivi (3,2 – 2 milioni di anni fa) furono rinvenuti in Africa nel secolo scorso, soprattutto in Etiopia. Il caso più famoso è quello della scoperta di Lucy, ominide australopiteco di sesso femminile che fino a qualche settimana fa era il reperto più antico mai scoperto nella storia dell’paleontologia.

Il suo ritrovamento risale al 1974 nel villaggio di Auasc, in Etiopia, per mano del paleoantropologo Donald Johanson.

Credits: https://www.newscientist.com

Al tempo, fu una scoperta eccezionale per la storia dell’uomo, soprattutto perché fu rinvenuto più del 40% dell’apparato scheletrico; situazione rarissima per una branca della scienza che nella maggior parte dei casi ha a che fare con piccoli frammenti sparsi da ricomporre. Scienziati e studiosi di tutto il mondo, da un’attenta e accurata analisi dei resti hanno dedotto che Lucy doveva essere alta poco più di un metro e avere un peso di circa 29 Kg. Mentre la parte superiore del corpo possedeva caratteristiche simili a quelle delle scimmie moderne, la parte inferiore risultava molto ben sviluppata, ricordando più la conformazione dell’uomo contemporaneo.

Come avrete sicuramente capito, la scoperta di fossili umani risalenti ad periodo antecedente (e di parecchio!) a quello in cui visse Lucy, mette a dura prova le conoscenze degli studiosi di tutto il pianeta.  Il ritrovamento è avvenuto nei pressi del fiume Reno, per mano dei ricercatori dei ricercatori del Museo Nazionale di Mainz.

https://www.inverse.com

Si tratta di due denti, un canino superiore sinistro e un molare superiore destro, entrambi in ottime condizioni. Trattandosi di una scoperta recente, non conosciamo ancora il sesso dell’ominide, ma gli scienziati hanno promesso che presto comunicheranno al mondo tutte le informazioni che riusciranno a trarne. In attesa di dettagli, i ricercatori hanno, però, già asserito che la morfologia di questi due denti rispecchia molto quella di ominidi rinvenuti in Africa, in particolar modo quella di Lucy. Questo fa pensare che un gruppo di antichi uomini sia vissuto in Europa (o meglio, nelle terre che ne avrebbero preso il posto) prima ancora che in Africa. Altri studiosi credono si tratti di una semplice coincidenza. Attraverso il fenomeno biologico  della convergenza, è possibile che due organismi si evolvano allo stesso modo anche se si trovano in luoghi completamente differenti, poiché si devono adattare a condizioni di sopravvivenza simili. Sfruttando anche questa teoria, ci si rende conto, tuttavia, che i conti non tornano e che questo strano caso potrebbe diventare (dopo le opportune ricerche) uno dei più affascinanti della paleontologia contemporanea. 

 

 

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